Carlotta Santolini

MARINE BIOLOGIST AND ENVIRONMENTAL AND TECHNICAL MANAGER
Classe 1996, neolaureata in Biologia Marina con lode all’Università Politecnica delle Marche di Ancona.
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About


È la mente del progetto. Carlotta è una biologa marina, neolaureata all’Univpm ad Ancona e attualmente iscritta al Dottorato di Ricerca - PhD Climate Change and Sustainable Development allo IUSS di Pavia.

Durante gli anni dell’università ha sempre cercato di prendere parte a tutte le possibilità che le si sono presentate: ha partecipato al programma Erasmus + grazie al quale ha vissuto un anno a Valencia, ha avuto l’opportunità di svolgere un tirocinio di monitoraggio subacqueo in Sardegna, ha partecipato a diverse attività extracurricolari per arricchire il suo bagaglio di esperienza.

Dal 2015 è socia e volontaria di Fondazione Cetacea Onlus e con loro, nell’estate 2021, è partita per il progetto di Citizen science e divulgazione scientifica: “Sailing for Blue Life”, nato dall’idea di coinvolgere i cittadini in attività legate alla salvaguardia del mare. Ed è proprio durante questa avventura che Carlotta si è accorta di quanto sia un vero problema Calinectes sapidus (il granchio blu). (Link per l’articolo)

Carlotta, come le sue colleghe del progetto, è cresciuta in una città di mare, è salita sulle barche dei pescatori da quando è piccola e ha sempre frequentato l’ambiente della pesca.

“Quando avevo circa 5 anni, ogni mattina prima di andare all’asilo costringevo mia mamma a portarmi in pescheria e in estate accompagnavo mio babbo a pescare per imparare a riconoscere i pesci”.

Fin da bambina sognava di immergersi e di diventare una biologa marina, così appena possibile ha preso il suo primo brevetto e nel 2019 è diventata istruttrice subacquea. Ecco perché ha deciso di prendere parte al progetto Blueat e ha fondato la società Mariscadoras srl benefit. Lei crede fortemente in questo progetto perché è composto da un team di ragazze che unite possono creare “grandi cose” e hanno un obiettivo primario comune: quello della salvaguardia dell’ambiente, cercando di far apprezzare queste specie dal punto di vista alimentare così da farle conoscere sul mercato e, soprattutto, dar spazio ai pescatori che spesso sono visti come “i nemici del mare” ma che in realtà, nessuno meglio di loro, può aiutarci a mitigare il problema.



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